Perchè lavorare di meno ci fa esser più produttivi e fa bene all’ambiente

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Un efficiente gestione del personale ed il mantenimento di un alto livello di soddisfazione dello stesso determina non solo la performance delle aziende, ma influenza anche la crescita e la performance dell’intera economia. Solamente una forza lavoro dinamica ed appagata lavorerà con impegno e dedizione, proiettando all’esterno un’immagine positiva dell’organizzazione.

Questi concetti, seppur siano chiari e a gran voce proclamati dai responsabili delle risorse umane di ogni azienda, sembra non siano ancora del tutto interiorizzati dalle organizzazioni, che ancora faticano a comprendere quanto la soddisfazione, e quindi la performance, dei dipendenti, sia strettamente collegata anche al numero di ore lavorate.

Cosa succederebbe infatti se avessimo tutti una settimana lavorativa più breve? Saremmo più sani e felici, e la nostra società meno iniqua e più sostenibile.

Il Professore John Ashton, medico inglese tra i più conosciuti ed esperto di sanità pubblica, ha recentemente detto che le lunghe giornate di lavoro sono una delle cause principali dell’insorgere di malattie mentali, mentre uno studio del 2015 ha trovato una forte correlazione positiva tra le ore di lavoro e il rischio di problemi al cuore e infarti.

Una settimana lavorativa più breve permetterebbe una ridistribuzione più equa delle ore, riducendo gli straordinari e “trasferendo” lavoro a quelle persone che ne hanno poco o niente. Il tutto favorendo la produttività, che, secondo uno studio dell’università di Standford, tipicamente diminuisce dopo le 50 ore, tanto che un’impiegato che lavora 70 ore a settimana non riuscirà probabilmente ad essere più efficace di uno che ne ha lavorate 55.

Lavorare di meno vuol dire anche aver più tempo da passare in famiglia, aiutando quindi le donne, alle quali è generalmente affidato il compito di gestire i bambini e la casa, a lavorare di più. Più tempo libero vuol dire anche avere la possibilità di riempirlo in maniera costruttiva per la propria comunità, diventando rappresentante dei genitori a scuola, oppure aiutando gli anziani del proprio quartiere.

Di una settimana lavorativa più breve non ne beneficeremmo solamente noi umani, ma anche il nostro pienata. Secondo un report recente del US Center for Economic and Policy Research, ci sono infatti una serie di fattori che comportano una correlazione positiva tra ore lavorate ed emissioni di gas serra. Più precisamente, una combinazione di settimane lavorative più brevi e vacanze extra che porti a ridurre dello 0,5 per cento la media delle ore lavorate, permetterebbe di mitigare del 50% circa il riscaldamento globale causato dal comportamento umano.

Un impatto non trascurabile, che merita quindi una riflessione da parte delle aziende. Oltre all’incentivare i propri dipendenti a usare il trasporto pubblico e a spegnere sempre le luci degli uffici, dovrebbero probabilmente cominciare a concederci qualche vacanza in più.

 

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