Shopping e impronta idrica. Strumenti a servizio del consumatore

scale-690839_1280Nel supermercato del futuro basterà indicare il prodotto sullo scaffale che ci interessa per venire a conoscenza dell’origine, degli elementi nutrizionali e l’impronta ambientale ad esso collegata. Grazie a COOP, milioni di visitatori dell’EXPO stanno provando quello che vuol dire fare una spesa intelligente, che limita il potere del packaging e delle etichette, restituendo al consumatore il potere di scegliere i prodotti in base alle caratteristiche intrinseche dello stesso.

L’impatto ambientale da solo però non è l’unica variabile da tenere in considerazione da parte del consumatore responsabile, manca infatti un’altra informazione fondamentale: l’impronta idrica del prodotto.

Lo sapevate che per produrre un chilo di pollo ci vuole poco più di un quarto dell’acqua necessaria per ottenere un chilo di manzo?  E che per un chilo cioccolato ci vogliono 17.196 litri d’acqua mentre per un litro di vino ne bastano 870 (per la birra si scende a 287 litri)? Probabilmente no. Nell’ attesa di un supermercato che ci fornisca questa informazioni per ogni articolo, come possiamo adattare le nostre abitudini d’acquisto alla sopravvivenza di un pianeta in cui l’acqua diventa un bene sempre più prezioso?

Al momento sono già disponibili online alcuni strumenti semplici e intuitivi, che colmano un vuoto di informazioni che più passa il tempo più diventa urgente colmare. Il WWF ad esempio, in collaborazione con L’Università della Tuscia, l’ Università di Napoli Federico II e MUTTI S.p.A. (di cui abbiamo già parlato qui), ci permette di calcolare il costo ambientale della nostra spesa trascinando i prodotti all’interno del carrello e scegliendo le quantità che abitualmente acquistiamo. Sullo scontrino viene mostrato il prezzo ambientale della spesa non solo in termini di emissioni di CO2 prodotte, ma anche di metri cubi di acqua consumati.

In lingua inglese invece, sul sito del water footprint network, comunità di riferimento a livello globale per tutto ciò che riguarda l’impronta idrica, sono disponibili due interessanti strumenti:

1) Una galleria di prodotti. Una volta cliccato il prodotto desiderato si apre una scheda contenente diverse informazioni: la quantità di acqua necessaria ad ottenere un chilo/litro, suddivisa in acqua verde, blu e grigia, pubblicazioni accademiche legate al prodotto ed altre informazioni (come ad esempio l’impatto dell’industria a livello globale e/o l’impatto idrico di prodotti correlati etc.)

2) Un calcolatore dell’impronta idrica personale basato sulle nostre scelte in termini di alimentazione, utilizzo dell’acqua in casa, all’aperto e al nostro reddito.

Probabilmente dovremo aspettare ancora un pò prima di avere questi dati disponibili sul nostro scontrino, sull’etichetta dei prodotti che acquistiamo o su uno schermo touch posizionato sopra gli scaffali. Nel frattempo però, con qualche sforzo in più possiamo cominciare a fare la nostra parte.

Andrea Melazzini
per BWConsulenza

 

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