#EXPO 2015. L’ingegno italiano

architecture-920352_1280A ormai pochi giorni dalla sua conclusione, i giudizi sull’esposizione universale di Milano sono piuttosto contrastanti.

I numeri dei visitatori indicano un interesse che si è dimostrato all’altezza delle aspettative; l’armonia generale con cui centinaia di persone aspettano in fila per diverse ore è facilmente percepibile; il sorriso sul volto dei volontari trasmette positività anche ai più scettici;  la sensazione unica di aver fatto il giro del mondo in 12 ore accompagna il visitatore mentre si procede verso l’uscita.

Tuttavia, allo stesso tempo è lecito rimanere scettici di fronte ad alcuni scelte, tanto dell’organizzazione, quanto dei singoli paesi. Cosa ci fa del cibo vietnamita e cinese tra i cluster africani? Come si può reputare sostenibile l’idea di utilizzare solamente a metà strutture mastodontiche che hanno richiesto tempo e, soprattutto, materiali, per esser realizzate? Da che punto di vista sarebbero environmentally friendly i food truck degli Stati Uniti, McDonalds e la Coca Cola? E’ giusto lasciar parlare di sviluppo sostenibile paesi in cui numerosi diritti umani vengono calpestati ogni giorno?

E’ facile quindi abbandonare il sito EXPO con diverse perplessità.

Se però di sostenibilità si voleva parlare, bisogna dire che gli italiani hanno dimostrato di averlo fatto molto meglio di tanti altri. Dal padiglione Zero al supermercato del futuro della COOP, dallo spazio espositivo della Lombardia al padiglione Coldiretti, se ne esce con un idea più chiara di cosa si intenda per sviluppo sostenibile.

In quello che poi è, fortunatamente per noi, uno dei padiglioni più in linea con il tema di EXPO 2015, ci si trova di fronte a 21 storie straordinarie, di agricoltori, start-upper, industriali, che in un modo o nell’altro hanno hanno trovato soluzioni innovative per contrastare gli ostacoli con idee che associano lo sviluppo economico ad un attenzione particolare per l’ambiente ed il sociale. Per chi quindi non ha avuto la possibilità di andarci, o per chi, turbato dalla scolaresca di turno non è riuscito a seguire bene le storie contenute all’interno del Padiglione Italia abbiamo deciso di riproporle in una serie di articoli dedicati.

Qui di seguito le iniziative mostrate all’interno del padiglione, una per regione geografica:

Abruzzo: Pier Paolo Visione – Antica Azienda Agricola Peltuinum

Alto Adige: Stazione Rifornimento Idrogeno – Progetto H2O

Basilicata: Daniele Gioia – RecoFunghi

Calabria: Antonio Basile e Domenico Rositano – Fattoria della Piana

Campania: Progetto QR CODE

Emilia-Romagna: Eros Gualandi – Coop il “Raccolto”

Friuli Venezia Giulia: Area Science Park (App Genius Food)

Lazio: Giorgia Pontetti – Ferrari Farm

Liguria: Luca Gamberini – Orto di Nemo

Lombardia: Agroittica Lombardia

Marche: Loccioni – 2km di Futuro

Molise: Dalila Trupiano – Banca del Germoplasma

Piemonte: Progetto WOW

Puglia: Conservatorio Botanico Pomona di Cisternino

Roma Capitale: Maria Fermanelli – Cose dell’Altro Pane

Sardegna: Luca Ruiu – Bioecopest

Sicilia: Adriana Santanocito ed Enrica Arena – Orange Fiber

Toscana: Aviator droni per monitoraggio territori

Trentino: Alberto Ferrarese – Bio Soil Expert

Umbria: Catia Bastioli – Novamont

Valle d’Aosta: Skyway Monte Bianco

Veneto: Elisabetta Collini – Progetto Quenthrei fotosintesi quantistica

Andrea Melazzini
per BWConsulenza

 

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