Blue Economy : la nuova economia che segue l’esempio della natura

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blue economy

La Green Economy potrebbe già essere superata da un nuovo modello economico basato sull’innovazione e sulla riduzione degli sprechi.
Si tratta della Blue Economy, lanciata dallo studioso e imprenditore Gunter Pauli. Ma quali sono le differenze rispetto alla tradizionale « economia verde » ?
In primo luogo, a differenza della Green Economy, la Blue Economy non necessita di grandi investimenti. Il segreto ? Basta prendere spunto da come funziona il Pianeta. E così, per mimesi con quanto avviene in natura, tutti gli scarti di lavorazione possono diventare fonte di nuova ricchezza.
In secondo luogo, cambia l’approccio verso le emissioni : obiettivo della Blue Economy è infatti quello di sfruttare l’innovazione tecnologica per raggiungere il traguardo « Zero Emissioni ».
Non a caso, Gunter Pauli ha lanciato un network di ricercatori con lo scopo di raggiungere questo obiettivo. Si chiama ZERI (Zero Emissions Research Initiative) e, negli ultimi due anni, ha contribuito a realizzare ricerche e a diffondere informazioni sulla Blue Economy.
Infine, la Blue Economy si propone di creare, attraverso l’innovazione e la ricerca, anche un  gran numero di posti di lavoro. Nel suo libro « Blue Economy », pubblicato nel 2010, Gunter Pauli parla infatti di 100 innovazioni che, nell’arco di 10 anni, avrebbero la potenzialità di creare ben 100 milioni di nuovi occupati.
La prima fase del progetto, quella della presentazione delle 100 innovazioni, sta per concludersi. Vi desciveremo alcune delle innovazioni della Blue Economy proprio sulle pagine di questo blog.
Fra gli esempi di più facile applicazione anche per il comune cittadino, far crescere i funghi sui fondi di caffé oppure usare un cellulare senza batteria che si ricarica grazie al nostro calore. Tecnologie possibili, pulite e accessibili.
Ma una difficoltà esiste ed è quella di riuscire a far passare il messaggio ai decision-maker : Gunter Pauli ha infatti affermato che sono proprio i decisori politici dei paesi più sviluppati quelli che oppongono maggiore resistenza.
Una possibile soluzione potrebbe essere quella di continuare a lavorare per aumentare la consapevolezza dei cittadini sui benefici della Blue Economy, che promette di creare ricchezza e posti di lavoro partendo dalla semplice mimesi della natura.
Un’occasione che forse, in tempo di crisi, non possiamo permetterci di perdere…

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